Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

09 settembre 2006

70 per cento... più uno

Cronaca di una sorte annunciata.
Ieri sera, durante la cena, Matteo comunica in pompa magna - con tanto di spumante e pasticcini per festeggiare - la grande novità dell'ultima ora: ha trovato un lavoro. Così finalmente non dovrà più campare col portafoglio del Papy, così finalmente potrà prendersela più comoda all'Università, così finalmente dimostrerà a tutti che non è un fancazzista col cervello in pappa.
Già. Peccato che si tratti di un posto da Ufficio Stampa per una major discografica il cui Amministratore Delegato è guardacaso uno dei migliori amici del suo adorato paparino...
Per carità, nulla di male. Ma quando mi sono permesso di fargli notare che lui non ha "trovato un lavoro" ma ha semplicemente confermato la statistica (reale) che in Italia il 70% dei posti vengono assegnati per conoscenza - e non parlo di 'raccomandazione' o 'marchetta', parlo di 'conoscenza' nel senso più innocente del termine - e non per merito, mi si è rivoltato contro come un ossesso accusandomi di essere «il solito moralista del cazzo che deve sempre fare della pugnetta a tutti perché è invidioso del fatto che gli altri fanno strada e lui invece rimane a lavorare alle Poste».
Non che la cosa mi disturbi più di tanto: non è la prima volta che ci scorniamo e non penso che sarà l'ultima. Quello che mi dispiace è che per dare un lavoro da ufficio stampa a Matteo (che non ha nessuna competenza e nessuna motivazione in materia) in quanto "figlio dell'amichetto" lo si toglie a qualcuno che, invece, ne avrebbe molto più titolo.

Adesso è da ieri sera che ci penso e stanotte quasi non ci ho dormito: sono davvero io «il solito moralista del cazzo», come pensa anche qualcun altro, o è proprio che dobbiamo dimenticarci che in Italia esista qualcosa chiamato "Meritocrazia" e andare tutti fieri di regali e spintarelle come Matteo?
Alessio

7 Comments:

Anonymous Inka said...

Credo che avere delle "conoscenze" per entrare in un posto di lavoro non sia una cosa cattiva, il dramma è quando questo diventa la regola di una nazione!

Sono entrato nel mio posto di lavoro dieci anni fa, quando per fortuna non si parlava di precariato, perchè mio padre conosceva un "amico del titolare", ero appena uscito da scuola e senza mezzi termini ti dico che mi sono "fatto un culo così" per ingranare, imparare e farmi assumere a tempo indeterminato.

Se non hai nessuna competenza puoi conoscere anche Papa Benedetto, ma non duri in un'azienda... almeno spero!

Complimenti e lascia stare meglio essere un po' moralisti in questo mondo di puttane.

17:16

 
Anonymous Anonimo said...

Mi spiace Inka

la gente raccomandata "dura": se cosi' non fosse, perche' il sistema industriale-produttivo italiano e' alla frutta, mentre le ditte americane-inglesi-nordeuropei vanno forte PUR ESSENDO GESTITE ANCHE DA ITALIANI?
Se fosse vero quello che dici, questo blog non esisterebbe. Eppure c'e': inutile parlare delle eccezioni......la regola e' che i raccomandati vengono assunti, e l'Italia e' diventato il malato d'Europa.

17:33

 
Blogger Lakota78 said...

buongiorno a tutti.
In generale penso che l'aspetto piu' serio del fenomeno, il piu' grave in questo paese, riguardi la raccomandazione nei posti pubblici, o in quelli privati che hanno finanziamenti pubblici, posti che sono apparentemente messi a disposizione sulla base di concorsi in cui si dichiara sussistere un principio unicamente meritocratico. Altra cosa credo sia la scelta autonoma di un'azienda privata.
Premesso questo, in generale al non raro discorso secondo cui la "conoscenza" non è sufficiente a mantenere una posizione se non è supportata da reali capacità, oppongo un paio di perplessità: la prima concerne dubbi sull'effettiva attuazione di questa logica, nel concreto della realtà odierna; la seconda è di principio: vorrei che fosse ben sottolineato che questo NON cancella lo svantaggio che subiscono molte altre persone in gamba e capaci per quella posizione, ma che non hanno avuto la possibilità di dimostrarlo.
L'etichetta di MORALISMO mi pare serva ad alcuni solo per screditare ed indebolire un primitivo ed elementare SENSO DI GIUSTIZIA.
Ciao

17:39

 
Blogger Geps said...

Se posso... Vorrei dire che devo ringraziare una mia buona amica. Grazie alle sue 'conoscenze' mi ha fatto avere un contratto dopo anni di 'collaborazioni'... Quindi non c'è nulla di male nelle 'conoscenze', l'importante è non approfittarne troppo!
;)

12:59

 
Anonymous Larsen said...

niente di male ad approfittare di certe situazioni... pero' per bilanciare il tutto, dovrebbe essere possibile anche lavorare per cio' che si sa fare, non per chi si conosce... ho un odio viscerale per la gente parcheggiata grazie ad amici di amici che non vale un cazzo ma che sa di avere la pagnotta assicurata a vita...
meritocrazia?... non pervenuta...

11:06

 
Anonymous Anonimo said...

Io sono una di quelle che sono state assunte (a progetto) tramite conoscenze...e dopo 2 mesi di lavoro erano tutti più che soddisfatti di me tanto che sono qui da 3 anni!
Se non avessi avuto questa amica ora sarei ancora in giro per le agenzie (che chissà perchè non mi chiamano mai, eppure hanno il mio curriculum da anni e sempre aggiornato)
M

12:49

 
Anonymous Anonimo said...

Non vedere niente di male in un sistema basato su conoscenze, aiuti e spintarelle solamente perchè ritenete sia stato un modo per inserirsi e dimostrare il proprio valore è sbagliato. La completa assenza di meritocrazia è un cancro che mina la precaria salute economica di questo paese.

09:49

 

Posta un commento

<< Home