Il blog della prima Community dei "Milleuristi & (S)Contenti"

09 maggio 2008

Del perché la Cina

«ITALIANE ASSENTI O IN RITARDO» - E L'AZIENDA ASSUME CINESI
Mantova, scatta la rivolta delle operaie sostituite - La nuova società ha ingaggiato anche una decina di vecchie dipendenti: «Si sono dimostrate capaci di tenere il ritmo delle orientali»
[fonte: Corriere della Sera, 9 maggio 2008, pag.22]

Difficile esprimersi in merito al caso particolare («Alla Emme Esse, azienda del ramo abbigliamento con decine di negozi in Italia, trenta operaie appartenenti a una cooperativa il 2 maggio scorso si sono presentate al lavoro e hanno trovato al loro posto chini sui banconi una ventina di operai cinesi»), più difficile ancora esprimersi in merito al caso generale - punta dell'iceberg di un problema radicato e drammaticamente irrisolto -: disoccupazione e precarietà italiana vs boom della manodopera (non specializzata e a basso costo) straniera.
Così succede che, senza preavviso, senza nemmeno il canonico "cartellino giallo" di ordinanza, da un giorno all'altro ti trovi disoccupata/o perché «Quelli sono più veloci e non si ammalano mai, voi non ci servite più».

L'onda d'urto, se un simile approccio ai processi produttivi dovesse creare proselitismo - e lo sta già facendo, e forse lo farà in maniera sempre più capillare -, rischierebbe di portare all'estinzione la manodopera made in Italy proprio nel momento in cui è salita al Governo una rappresentanza politica che, sulla carta, si propone come principale spauracchio di tutto ciò che è "extracomunitario".
Perché, ammettiamolo: è vero che molti dei posti di lavoro occupati dai proverbiali «amanti della Dolce Vita» sono poco più (o poco meno?) che sedie riscaldate - con maggiore incidenza tra i dirigenti che tra gli operai, peraltro -, ma è vero anche che non bastano l'impegno, la competenza, la qualifica, la dedizione e il merito per riuscire a reggere l'impatto di chi offre prestazioni professionali a un costo pressoché nullo e con una produttività costante spalmata su 12 ore al giorno. E non sarebbe nemmeno giusto cercare di competere con requisiti del genere: significherebbe azzerare il proprio valore sul mercato e far lievitare i tempi e i ritmi di lavoro. Addio dignità, insomma. No, grazie.

Quindi?
Quindi un po' ce la siamo cercata, ma un po' ci sta anche arrivando addosso sotto forma di vero e proprio scontro culturale.
E' uno dei temi principali che il neo-Ministro del Welfare Maurizio Sacconi dovrà affrontare con urgenza prioritaria prima che la situazione deflagri a macchia d'olio. Se non ci riuscirà entro il più breve tempo possibile, proporrei di sostituire anche lui con un Ministro cinese.
In fondo, «Quelli sono più veloci e non si ammalano mai».

Rossella

16 Comments:

Anonymous Anonimo said...

L'impresa vive di entrate ed uscite di denaro.
Se vogliamo ottenere degli utili dobbiamo guadagnare più di quello che spendiamo per mantenere l'attività.
Se sul mercato ci sono dei lavoratori meno danarosi e più produttivi chi dovrei scegliere?
La verità è che se si vogliono dei diritti bisogna lottare per averli e per mantenerli, ma quanti sono oggi quelli pronti a scendere in piazza contro il loro padrone a progetto?

15:53

 
Anonymous Anonimo said...

Sono daccordo sulla dinamica aziendale delle entrate ed uscite, però dobbiamo riflettere anche su questo fatto:
Se le operai italiane vengono licenziate, il loro reddito va a 0.
Chi acquisterà i vestiti di questa azienda "cinese"? Sicuramente non i nuovi dipendenti Cinesi perchè vivranno con un reddito di sussistenza e tenderanno a comprare vestiario cinese!

Ricapitolando: il costo di produzione dell'Azienda "cinese" sicuramente diminuisce (in quanto cala il costo del personale) ma a sua volta diminuisce il fatturato in quanto meno "clienti" possono permettersi di acquistare i vestiti di tale Azienda "cinese"!

17:00

 
Anonymous Anonimo said...

Un'impresa nasce su un potenziale mercato fertile!
Io se ho dei soldi li investo se so che ad un certo rischio di fallimento (e perdita di soldi) corrisponde un'opportunità di guadagno elevato (in proporzione all'investimento).
E' inutile pensare che se non circolano soldi per tutti l'azienda non vende non è vero, l'azienda muoverà il suo target da un'altra parte o pure chiuderà ed i suoi soci si godranno i soldi guadagnati fino a quel momento.

20:31

 
Anonymous Bloglavoro said...

Sicuramente è una sostituzione più attuabile tra le cooperative che forniscono operai che non, paradossalmente, in settori in cui ce ne sarebbe un forte bisogno, per esempio gli uffici statali e gli enti locali in cui impera il riscaldamento della sedia come attività dominante. Tra gli operai questi casi non sono moltissimi come nel terziario ma in compenso ci sono molti più rischi che queste sostituzioni avvengano perchè la manodopera straniera può reggere situazioni -non ritmi - da schiavismo.

20:39

 
Anonymous Anonimo said...

L'errore è pensare che tutto ci sia dovuto per diritto naturale: un reddito dignitoso, la tranquillità per il futuro ecc, ecc.
Ogni cosa che ci è data è un dono per cui dovremmo esser grati, ma la superbia, l'invidia e l'ignoranza ci chiudono gli occhi alla realtà.
Chi crediamo di essere per arrogarci il diritto ad esistenza completa? Cosa abbiamo fatto per mertitarcelo?
Quanta gente muore al giorno al mondo per stenti che non scoprirà mai se aveva compito nel nascere se non soffrire?

20:50

 
Anonymous Anonimo said...

C'è sempre qualcuno che sta peggio di noi in qualche parte del mondo, ma questo non ci deve far desistere dal voler migliorare la nostra condizione!

Per meritarcelo? dimostrare una grande forza di volontà e non arrendersi mai!

21:43

 
Anonymous Anonimo said...

Merito e volontà.
Belle parole. Ma i fatti sono altra cosa!
Se molti si trovano in uno stato di precarietà lavorativa ed esistenziale e dovuto anche all'incapacità di andare oltre il proprio naso!
Realizzare concretamente un qualsivoglia obiettivo richiede sacrificio parola bella ma scomoda ai più.
Bisogna soffrire per arrivare da qualche parte ma il solo pensiero mette un'intera generazione col cervello in standby: meglio aspettare tempi migliori davanti alla tv.

01:42

 
Anonymous Anonimo said...

"Sono i fatti che contano"... Ma basta!!! I fatti sono quello che ci raccontano "lorsignori", e nessuna dinamica aziendale può ignorare la legge. Se poi quello che hanno fatto è legale, vabbé, però... Dopo i cinesi "cosa" assumeranno? Gli androidi?

10:29

 
Anonymous Anonimo said...

Chi imprende non vuole palle al piede da mantenere a vita ma collaboratori che in cambio di una certa cifra producano un certo prodotto o servizio.
All'imprenditore ed ai suoi clienti non gli interessa quanto uno si spacca la schiena, quante ora lavora e quali rinuncie faccia nella vita gli importano solo il risultato finale del lavoro effettuato e il tempo impiegato a finirlo!
Se il massimo che potete offrire è la vostra manodopera non specializzata qualcosa che possano fare anche in un paese dove si accontentano di pochi euro al mese che pretese potete avere?
L'unica soluzione per gente così è emigrare ma non in america ma proprio in quei paesi di basso profilo perchè magari li con il loro know how possono camparci bene sicuramente la la vita è meno cara a parte le pallottole vaganti e malattie varie.

14:38

 
Anonymous Anonimo said...

Se un robot mi fa lo stesso lavoro di un operaio e mi costa solo in manutenzione perché farne a meno?
Niente ferie, niente malattie, niente buste paga, niente tasse da pagarci su, niente tiramenti di c..o vari.
Dite chi sarebbe tanto scemo da tenersi degli operai se potesse sostituirli con delle macchine?

14:43

 
Anonymous Anonimo said...

Se parliamo di pure leggi di mercato con l'unico fine di massimizzare la redditività e il profitto e per fare ciò applicare un continuo incremento di produttività, allora l'unica soluzione è il robot!
Ma se ci caliamo in un aspetto sociale ossia l'attività lavorativa fatta dall'uomo e per l'uomo... le cose cambiano!
Tecnicamente possiamo produrre di più a minor costo con l'utilizzo di manodopera che accetta un misero stipendio e condizioni umane precarie!
Ma il problema italiano resta la scarsa Domanda interna: si acquista poco, perchè i redditi sono erosi, oltre che dall'inflazione, dalle spese fisse (spese ineliminabili in quanto richieste da società monopolistiche).
Non riusciamo a vendere neppure all'estero: l'Euro forte ci svantaggia (non tutte le aziende italiane producono Made in Italy di qualità riconosciuta all'estero!)

E noi non viviamo solo per consumare: l'equazione esisto in quanto consumo, sembra che non funzioni più.....

12:42

 
Anonymous Anonimo said...

Cerchi risposte troppo lontano.
La verità è che la gente si è abituata troppo bene a certi diritti (leggi costituzione), ma per motivi ignoti qualcuno tratta tali diritti come opzionali nelle assunzioni e molti altri fanno finta di non vedere e non sentire!
Sarà per caso il gioco delle 3 scimmiette ? :P

12:52

 
Anonymous Anonimo said...

Notizia fresca fresca: 1500 precari rai scendono sul piede di guerra per il mancato rinnovo del contatto!
I motivi della rai?
Sembra sia il non incorrere nella nuova disposizione di legge dell'ex-governo che impone l'assunzione a tempo indeterminato del personale che lavora da 3 anni con contratti a termine!
Molta di quella gente lavora li da contratto a contratto da 10 anni!
Chi sa qual'è il problema della rai a volerli assumere?
Mancanza di fondi?
Possibilità di tenere in soggezione il personale precario?
Puro sadismo?
Per chi non lo sapesse anche in certe università a parte i professori di ruolo (che nonostante quel che si dice anche li c'è chi se la passa male, cose tipo stipendi arretrati che arrivano col contagocce) ci sono una moltitudine di insegnanti di titolo e di fatto con contratti rinnovati di anno in anno di cui per motivi poco chiari (si sa ma non si dice) non ne ricevono copia!
Fai il bravo e stai a cuccia fai tutto quello che dico io: ok ti rinnovo il contratto! bravo cagnolino!
Cattivo non si abbaia al tuo padrone: ti staccio il contratto e ti mando subito via! Ti vuoi lamentare con qualcuno: e sulla base di quale contratto?

16:19

 
Blogger Lillo said...

E' una dinamica che non si può sopprimere, si può solo sperare che il sindacato ricominci a fare il suo lavoro dopo anni di latitanza dal proprio dovere...

19:48

 
Anonymous Anonimo said...

Sono dinamiche che esistono da svariati anni!
Se qualcuno avesse voluto fare qualcosa l'avrebbe sicuramente fatto!
Io ho cominciato a lavorare al sud ai tempi del primo governo Prodi, grazie alle borse lavoro (per chi non lo sapesse l'inps versava ai borsisti 400 mila lire al mese al posto delle aziende che li pigliavano a lavorare per un anno).
Dopo quell'anno di lavoro ho resistito un paio di mesi senza percepire stipendio sperando nella correttezza dell'azienda che mi aveva preso (non assunto).
Alla fine mi proposero di lavorare per loro gratis fino a quando non avessero avuto un progetto da farmi seguire autonomamente (e già perché nonostante lavorassi da appena un anno per loro avevo le capacità di seguire un appalto ma non di capire la fregatura che mi propinavano)!
Dopo un anno sondando fra varie aziende che più o meno mi proponevano rapporti del tipo su citato fui chiamato da un imprenditore del nord che parlando con un mio conoscente del problema di trovare una certa figura professionale seppe di me!
Senza manco pensarci partii per il nord dopo un mese comincia a lavorare per questa persona (e già un mese senza lavoro vivere in settentrione, se non avessi avuto genitori, nonni e zii a foraggiarmi non avrei potuto far niente).
Come ogni bravo neo-laureato dell'epoca in materie scientifiche non avevo nessuna conoscenza dei contratti di lavoro in circolazione.
Il primo pseudo contratto fu una prestazione d'opera e successivamente un co.co.co. (la prima volta che l'ho sentito anch'io ho pensato alle galline), ma all'epoca appena ho iniziato a vedere 2 milioni e 4 cento mila lire al mese dopo i primi 3 mesi di lavoro sinceramente vista la precedente condizione non mi sentivo tanto fregato.
Le cose però non erano tutte rose e fiori continui ritardi nei pagamenti (fino a sei mesi, sempre con la paura di perdere quei soldi) e nonostante il mio continuo impegno e dedizione (pensavo se lavoro bene e l'azienda va bene andrà bene anche a me).
Ho imparato più tardi che l'ultima ruota di un carro è quella che prende sempre per prima i calci nel sedere!
In un secondo momento ho imparato la fregatura dei co.co.co. nel periodo in cui internet ha cominciato a diffondersi e con essa un'informazione che prima era solo nei meandri di qualche cassetto.
Dopo anni di stress l'azienda per paura della legge Biagi e del pericolo di dovermi assumere a tempo indeterminato (la promessa c'era già allora) decise che non poteva più tenermi il capo che nonostante tutto ora mai sera affezionato mi anticipo due mesi di stipendio e mi trovo qualche potenziale cliente da gestire autonomamente.
Con paura inizia la carriera di freelance e già come si chiamano quelli che non hanno possibilità di essere assunti.
E' stata una carriera di cacca: avevo 5 committenti a co.co.pro, e appena appena arrivavo a fine mese.
Il bello è che quando ho deciso di liberarmi dei pesi morti per esasperazione mi sentivo anche in colpa.
Ora ho aperto un impresa in società con un ex-cliente mi sono fatto un contratto a progetto perchè inizialmente non avevamo soldi da regalare all'erario ed adesso che l'attività è decollata stiamo assaggiando i primi dividendi.
Unica critica a tale soluzione e che devi fare tanti sacrifici e di ciò che la ditta incassa a noi in toto ne entra un quarto perché paghiamo all'erario una metà di ciò che incassiamo come ditta e l'altra metà che incassiamo come persone fisiche dalla ditta, ma sempre meglio che essere l'ultima ruota del carro in una società di cacca!

07:10

 
Blogger Generazione 1.000 Euro said...

Sono tutte osservazioni più che legittime che sottintendono la complessità della situazione...
Anche perché non si parla soltanto di leggi e contratti, ma si parla anche di cultura: per i cinesi lavorare 12 ore al giorno per 500 euro al mese è *NORMALE*: impossibile riuscire a competere con un'offerta di questo tipo e, ripeto, ne va della nostra dignità il semplice 'provarci'.
Certo è che con un sistema di Welfare come il nostro - che ancora non tutela in alcun modo la maggior parte degli inquadramenti professionali oggi diffusi e continua a favorire in modo indiscriminato gli interessi degli imprenditori - è difficile non pensare "Perché dovrebbe cambiare qualcosa?"...
Il punto è che o ci si mettono di mezzo seriamente Governo e Istituzioni, o nel giro di qualche anno la manodopera italiana (e forse non solo quella) sarà completamente azzerata.

Rossella

09:49

 

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